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La fattura elettronica e l’aumento dell’IVA

di Bernardo Colussi

Con il DL 28 giugno 2018 n. 79 il Governo ha prorogato al 1° gennaio 2019 l’entrata in vigore degli obblighi di fatturazione elettronica prevista per le cessioni di carburante, riabilitando così per altri sei mesi l’uso delle schede carburanti.

Bene la proroga perché coglie un’esigenza molto sentita da tutti gli operatori del settore, ma resta fermo che con decorrenza dall’1.1.2019, alla generalità delle cessioni di beni e prestazioni di servizi sarà obbligatorio l’emissione della fattura elettronica in luogo di quella cartacea. Il termine del 1° gennaio 2019 sarà difficilmente prorogabile, in quanto si inserisce nel più ampio quadro delle “clausole di salvaguardia” che l’Italia ha dovuto accettare a seguito della crisi dei conti pubblici del 2011 e con le quali si è impegnata a prendere provvedimenti (adeguamento delle aliquote Iva, ma non solo) per cercare di “salvaguardare” i vincoli Ue di bilancio. I governi che si sono succeduti (Monti, Letta, Renzi e Gentiloni) hanno sterilizzato, o meglio posticipato l’aumento delle aliquote Iva. Ricordiamo la sterilizzazione delle clausole con il governo Renzi; poi il governo Gentiloni si trova in eredità aumenti dell’Iva previsti per il 2018 e con diversi interventi proroga la parziale sterilizzazione dei rincari. Ad oggi, per evitare dal 1° gennaio 2019 gli aumenti Iva (dal 10 al 11,5% e dal 22 al 24,2%) il nuovo Governo dovrà reperire 12,4 miliardi.

I primi passi del nuovo ministro dell’Economia Giovanni Tria sono volti a “realizzare nel tempo un cambio radicale del paradigma economico” e assumere tutte le iniziative “per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti l’aumento dell’aliquota Iva e delle accise su benzina e gasolio”. Ma il ministro ricorda che gli impegni vanno presi nell’ambito del quadro macroeconomico tendenziale del Def, e cioè che sono condizionati dall’avversarsi del calo allo 0,8% del pil nel 2019 in modo da raggiungere il pareggio di bilancio nel 2020. Il neo ministro avverte che “l’impegno sul debito” è condizione necessaria per mantenere la fiducia dei mercati finanziari e per tutelare i risparmi italiani e ottenere una crescita stabile.

Da Bruxelles il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici non si è fatto attendere nel ricordare che l’Italia è il Paese che ha beneficiato della più grande flessibilità e che se vuole mantenere il suo posto all’interno della zona euro deve mantenere i suoi impegni.

In questo turbolento contesto di politica economica si inserisce l’adozione della fattura elettronica tra privati, che è stata chiesta dall’Italia all’Europa come strumento per la lotta all’evasione ed il conseguente miglioramento dei conti pubblici.

Vediamo cos’è la fattura elettronica e cosa deve contenere. Per fattura elettronica si intende:

  • un documento informatico, quindi non di carta
  • emesso in formato strutturato XML (eXtensible Markup Language),
  • trasmesso per via telematica al Sistema di Interscambio
  • recapitato dal Sistema di Interscambio al soggetto ricevente
  • conforme alle specifiche tecniche dall’ Agenzia Entrate (per chi volesse leggerle sono contenute in un documento di circa 220 pagine!).

La fattura elettronica deve contenere:

  • gli elementi obbligatori consueti (es. data di emissione e numero progressivo del documento, dati del cedente o prestatore e del cessionario o committente, natura, qualità e quantità dei beni e servizi oggetto dell’operazione, aliquota IVA, imponibile, imposta);
  • le informazioni obbligatorie indicate nelle specifiche tecniche (es. tipo di documento emesso, “codice destinatario”);
  • altre informazioni facoltative, previste dalle stesse specifiche tecniche, volte ad agevolare la gestione digitalizzata dei flussi di fatturazione (es. dati relativi all’ordine di acquisto, al trasporto di beni, al pagamento);
  • per le fatture emesse nei confronti della Pubblica amministrazione continuano ad applicarsi le regole di cui al DM 3.4.2013 n. 55.

La fattura elettronica deve essere trasmessa e ricevuta mediante il Sistema di Interscambio (SdI): il soggetto trasmittente invia il documento elettronico allo SdI mediante appositi canali; lo SdI recapita la fattura al destinatario; il destinatario può riceverla tramite pec o tramite un apposito canale di ricezione.

Associati.net, sta seguendo da oltre un anno l’evoluzione della normativa sulla fattura elettronica e delle varie soluzioni informatiche, con l’obiettivo di essere pronti alla scadenza del 1° gennaio 2019: entro settembre metteremo a disposizione dei nostri Clienti un portale (hub) personalizzabile in funzione delle esigenze e dimensioni aziendali, con il quale sarà possibile iniziare a gestire le fatture elettroniche attive e passive. Siamo convinti che questo non sia l’ennesimo orpello fiscale a carico di imprese e professionisti, bensì un’opportunità da cogliere per semplificare i processi amministrativi e velocizzare la gestione dei dati aziendali.