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Consumo di suolo, rapporto Ispra 2017: servono pianificazione e riuso urbano

Secondo il rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, pubblicato lo scorso 22 giugno 2017, la quantità di suolo impiegato nel 2016 per la realizzazione edile e di infrastrutture equivale a 23 mila km quadrati, con una cementificazione che tocca i 30 ettari al giorno. Il suolo italiano consumato è il doppio della media europea e corrisponde al 7,6%.

Il consumo di suolo cresce ancora, anche se con meno intensità rispetto agli anni passati. La causa, però, non è da attribuirsi all’applicazione di progetti edili sostenibili o a scelte contrastanti l’impatto ambientale: è stata la crisi economica generale, e del settore in particolare, a far calare di qualche punto la percentuale del costruito in Italia, non certo politiche mirate.

Dal 2012 ad oggi il consumo di suolo è stato pari ad una città delle stesse dimensioni di Roma. Secondo l’ISPRA, si è costruito male, in modo dispersivo e frammentario, senza una pianificazione logica che consideri la densità abitativa e l’impatto ambientale. Da anni, in Parlamento si invoca una normativa ad hoc, che però tarda ad arrivare. Questa assenza si fa sempre più pesante, specie quando i dati parlano di una cementificazione inconsulta che ha riguardato anche aree ad alto rischio di terremoti, parchi, riserve naturali e litorali.

Ma quali soluzioni adottare? Su chi grava il compito di fornire alternative valide? Da anni in Italia si attende un intervento legislativo che potrebbe fare la differenza, anche in vista di una svolta culturale necessaria. La Regione Fvg già da anni adotta delle politiche per favorire il riuso e le ristrutturazioni. I finanziamenti per chi acquista la prima casa, infatti, da quest’anno sono concessi soltanto per gli interventi di recupero e ristrutturazione e gli oneri di costruzione sono stati abbassati per chi recupera ed alzati per chi costruisce da zero.  Le nuove parole d’ordine sono pianificazione e riuso urbano: occorre cioè dare nuova vita ed affidare nuove funzionalità a quegli spazi poco (o non) utilizzati.

Ci sono inoltre figure professionali specializzate, debitamente formate per ricoprire un ruolo fondamentale nella pianificazione e nel riuso urbano nel nostro paese. Professionisti quali architetti, ingegneri, geometri e periti sono chiamati oggi a misurarsi con l’emergente richiesta di profili professionali nuovi e specifici.

Il rapporto ISPRA merita di essere letto per intero e per chi lo volesse fare mettiamo a disposizione il link per il download.