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AAA – Cercasi Rating Italia

di Bernardo Colussi

ANSA 26 maggio: Moody’s avverte l’Italia e mette sotto osservazione il rating ‘Baa2’ per un possibile downgrade. Pochi mesi fa l’agenzia cinese Dagong ha deciso di tagliare il rating sovrano degli Stati Uniti da A- a BBB+ con prospettiva negativa sulla solvibilità degli Stati Uniti (fonte: Sole 24 Ore gennaio 2018). Germania? AAA, otto gradini di distanza sopra l’Italia.
Alcuni termini per orientarci. Le agenzie di rating – Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch per citare le principali ma anche l’agenzia cinese Dagong– emettono un giudizio sulla solvibilità di enti emittenti titoli quali aziende, Stati (che emettono titoli sovrani) o enti pubblici.
Nel dare il loro giudizio le agenzie devono tenere conto di diversi parametri e li valutano con indipendenza di giudizio. Nella comunità finanziaria dei mercati mobiliari e finanziari mondiali sono il punto di riferimento per il calcolo dei rischi nell’attività di investimento.

A volte possono emettere un giudizio in conflitto di interessi e quindi sono assoggettate al controllo di autorità indipendenti come, ad esempio, la Consob per l’Italia e l’AESFEM per l’Europa. La giustizia ordinaria interviene se ci sono ipotesi di reato di manipolazione del mercato com’è accaduto col Tribunale di Trani che ha assolto i quattro analisti di S&P dal reato di tramite un doppio declassamento dell’Italia del 13 gennaio 2012 da A a BBB+ o il Tribunale di Roma che ha rigettato le richieste di colpa delle agenzie di rating nell’aver sopravvalutato l’andamento del colosso americano Lehman Brothers.

scaladeirating

Per esprimere il giudizio, le società di rating utilizzano una scala di valutazione standardizzata che è sintetizzata in un codice alfabetico: andando da AAA (valutazione attribuita agli enti con basso rischio di credito) a D (il credito per gli enti così valutati ha «nulla probabilità di rimborso»). Accanto al rating le agenzie utilizzano un altro strumento valutativo, cioè l’outlook, che indica la previsione a medio e lungo termine (24 mesi) nella valutazione del rating assegnato; se l’outlook è positivo, le condizioni future dell’ente emittente si prevedono migliori o uguali al presente; se l’outlook è negativo, in futuro sono prevedibili peggioramenti; se l’outlook è stabile in futuro non cambierà la valutazione di rating.

Ritorniamo al quesito iniziale: l’Italia deve rimborsare oltre 2.000 miliardi di titoli di Stato in circolazione, ha un rapporto debito/Pil al 130% e le agenzie di rating potrebbero metterci sotto osservazione per un possibile declassamento: un Baa2 sarebbe solo due gradini sopra il baratro dei rating speculativi o “junk” spazzatura.
E’ grave? Sì, perché declassare l’Italia comporterebbe a catena un declassamento anche delle banche italiane e dell’intero sistema Italia con la conseguenza che il debito diventerebbe più caro (se aumenta il rischio, l’investitore pretende maggior remunerazione) con ripercussioni sull’intero nostro sistema economico.